• Homepage
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • ULTIMO NUMERO (6/2025)
    • PROSSIMO NUMERO (1/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Interventi nelle scuole
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
    • Abbonati ora
    • Promo per insegnanti, studenti, scuole e biblioteche
    • Africa + Nigrizia
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • GEOPOLITICA DELL’AFRICA
    • LE MIGRAZIONI
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
      • 2025
      • 2024
      • 2023
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”

Edizione del 03/02/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

friederike otto

    madagascar
    IN VETRINALibriNATURA

    Fame e siccità in Madagascar, il prezzo dell’ingiustizia storica

    di claudia 12 Luglio 2025
    Scritto da claudia

    di Massimo Lazzari

    Nel suo saggio “Ingiustizia climatica: perché combattere le diseguaglianze può salvare il pianeta”, Friederike Otto mostra come la devastante siccità in Madagascar sia effetto non solo del clima, ma delle ingiustizie storiche. Una lettura potente che ribalta la narrativa globale sul cambiamento climatico.

    «Il cambiamento climatico non riguarda la sfortuna, ma è soprattutto una questione di ingiustizia. Comprenderlo è fondamentale.»

    Questo è il punto focale intorno a cui ruota il recente saggio “Ingiustizia climatica: perché combattere le diseguaglianze può salvare il pianeta” di Friederike Otto, una scienziata estremamente autorevole e di elevatissimo standing internazionale: nel 2020 è diventata una delle dieci scienziate del clima internazionali a contribuire all’Intergovernmental Panel on Climate Change Synthesis Report of the Sixth Assessment Report, e nel 2021 Time l’ha inserita tra le 100 persone più influenti per il nostro futuro, e Nature tra i dieci scienziati che hanno contribuito maggiormente al progresso scientifico nel corso dell’anno. Non proprio l’ultima arrivata nel settore insomma.

    In questo saggio, Otto indaga cause ed effetti di eventi meteorologici e climatici estremi che hanno colpito negli ultimi anni tutti gli angoli del pianeta: dalle ondate di calore in Canada e India agli incendi in Australia, dalla deforestazione in Amazzonia alle alluvioni in Germania.

    Ma i capitoli che più lasciano il segno sono quelli dedicati all’approfondimento delle gravi siccità che hanno interessato gran parte del continente africano e, in particolare, il Madagascar.

    All’isola africana è dedicato un intero capitolo, dal titolo «La povertà è la radice della crisi», che approfondisce la grave siccità durata ben tre anni, dal 2019 al 2021. Ed è proprio in questo capitolo, a mio avviso, che si manifesta la potenza della tesi sviluppata dall’autrice. Otto e il suo team di scienziati, infatti, propongono un cambio di prospettiva radicale: il Madagascar non è povero perché, come dichiarato nel 2022 dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite è il “primo Paese al mondo colpito dall’emergenza climatica”; è piuttosto vero il contrario, cioè che il Madagascar è colpito dall’emergenza climatica in modo così drammatico perché è un Paese strutturalmente povero e sottosviluppato. E questo gap trova il suo fondamento nella politica colonial-fossile delle ex potenze occupanti, che sono le stesse che hanno portato al cambiamento climatico. In ultima analisi, «il drammatico impatto della siccità sul Madagascar non dipende dal cambiamento climatico, ma entrambi hanno come causa comune la politica coloniale».

    Per essere ancora più chiari, «la fame e la malnutrizione nella parte meridionale dell’isola africana, devono essere viste meno come conseguenza di un clima arido e più come una diretta conseguenza dell’azione dei missionari britannici e dei coloni francesi.»

    Otto ne ha per tutti, anche per i programmi di aiuto internazionale e per le ONG che operano sul territorio: «Sull’isola si è persino arrivati a una spiazzante alleanza per cui le Ong internazionali e le organizzazioni che fanno capo alle Nazioni Unite tacciono rispetto ai fallimenti del governo nella parte meridionale del paese […] dal momento che le critiche renderebbero la situazione locale ancora più caotica. Inoltre, così facendo riescono a organizzare meglio le già menzionate donazioni economiche da parte dell’Occidente, costruendo una narrazione dove l’Occidente, il clima e la natura, sono gli unici veri responsabili della crisi. Agli occhi di chi fa una donazione, il cambiamento climatico e le responsabilità occidentali sono un argomento più semplice da afferrare. La storia risulta più plausibile, più semplice da raccontare e da comprendere.»

    In linea generale, quindi, secondo Otto i programmi di aiuti internazionali, in Madagascar come in tanti altri Paesi del continente, hanno portato solo a una maggiore dipendenza dagli stessi, dipendenza che negli ultimi decenni ha plasmato dalle nostre parti l’immagine del povero, «sottosviluppato», continente africano.

    Una tesi forte, lucida e non allineata rispetto alla narrativa convenzionale a cui siamo abituati. E soprattutto scomoda da accettare perché presuppone di assumere almeno quattro livelli di consapevolezza:

    1. Sì, la crisi climatica esiste;
    2. Sì, la responsabilità della crisi è antropica e in particolare della politica colonial-fossile della parte di mondo “sviluppata”;
    3. Sì, la crisi sta colpendo in misura maggiore chi ne è meno responsabile e chi è meno preparato ad affrontarla;
    4. E no, non è la parte di mondo “sviluppata” che può risolverla, per lo meno non con le modalità attuate finora.

    I paesi del Sud globale infatti «non hanno bisogno di un qualche eroe bianco o di una qualche eroina bianca che li salvi, ma di un solido e durevole aiuto allo sviluppo», ma «è arrivato il momento di agire insieme per fare qualcosa di scomodo per noi, cioè rendere noi stessi superflui».

    Ed è proprio questa la soluzione che propone Otto nel suo saggio, rafforzandola nel capitolo finale con il suggerimento anche di un radicale cambiamento nella narrativa utilizzata per raccontare i cambiamenti climatici.

    Parlare del cambiamento climatico, infatti, significa parlare della disuguaglianza e dell’ingiustizia, e anche del sistema all’interno del quale viviamo. E «se vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo fare di più che spiegare le cose e diffondere informazioni; abbiamo bisogno di raccontare storie migliori, che siano così potenti da sovrastare quelle raccontate dalle aziende più influenti del mondo.»

    Questo è il compito che Otto assegna a chiunque, dopo aver letto il suo libro, sia disposto ad accogliere una tesi così potente e a sposare una missione tanto complicata quanto indispensabile per il nostro futuro: dare un contributo concreto alla lotta contro i cambiamenti climatici che colpiscono tutto il mondo, anche quello in cui noi viviamo; ma ancora prima dare un contributo concreto alla lotta contro le gravissime diseguaglianze che colpiscono solo una parte di mondo, quella in cui noi non viviamo.

    Foto di Jules Bosco, Salohi, USAID su Pixnio

    Condividi
    12 Luglio 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Mazzi di fiori e banconote: in Kenya la Banca Centrale frena la moda romantica

    3 Febbraio 2026
  • Rdc, scomparse 100 persone in Nord Kivu e l’Onu invia una missione di monitoraggio

    3 Febbraio 2026
  • Il contingente nigeriano in Benin dopo il tentato golpe lascia il Paese

    3 Febbraio 2026
  • Dalla legalizzazione alla ricerca: la nuova fase della cannabis terapeutica in Marocco

    3 Febbraio 2026
  • L’Angola è tra le mete da visitare nel 2026 per il National Geographic

    3 Febbraio 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 03/02/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.Accetto Gestione consensi Leggi tutto
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessari
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non necessari
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA