Il Sudafrica ha dichiarato le inondazioni in corso disastro nazionale, mentre il Paese affronta le conseguenze di settimane di piogge torrenziali che hanno provocato almeno 30 morti, lo sfollamento di intere comunità e gravi danni a case, strade e infrastrutture pubbliche.
L’annuncio, diffuso dal National Disaster Management Centre e confermato dal governo ieri, consente alle autorità nazionali di coordinare gli interventi d’emergenza nelle diverse province colpite dal maltempo, accelerando le operazioni di soccorso, la riparazione delle infrastrutture e le attività di ricerca e salvataggio.
Le province più colpite restano Limpopo e Mpumalanga, dove si concentra la maggior parte delle vittime e della distruzione. Secondo stime delle autorità locali, i danni nella sola Limpopo ammonterebbero a circa 241 milioni di dollari, con abitazioni, ponti e edifici pubblici travolti dalle acque.
Le squadre di soccorso continuano a operare in condizioni difficili, anche a causa dell’ingrossamento dei fiumi che ostacola l’accesso alle aree isolate. Il bilancio nella Limpopo era salito a 18 morti lunedì, mentre risultano almeno 5 persone disperse.
Le alluvioni hanno inoltre imposto la chiusura temporanea del Kruger National Park la scorsa settimana: centinaia tra turisti e personale sono stati evacuati dai campi allagati. Il ministero della Cooperative Governance ha riferito che anche altre 3 province hanno segnalato impatti legati alle piogge e ha avvertito che il terreno saturo e l’innalzamento dei livelli dei fiumi continuano a rappresentare un rischio.
(foto di repertorio)


