di Nicoletta Idili – foto di Stefano Barbieri
Alle porte di Dakar, un gruppo di madri ha dato vita a un laboratorio che produce assorbenti riutilizzabili. Un progetto nato dal basso che combatte esclusione sociale, diseguaglianze sanitarie e disoccupazione femminile
A Pikine, una delle periferie più affollate di Dakar, non serve cercare a lungo per trovare storie di creatività, intraprendenza e coraggio. Basta fermarsi davanti a una grande porta rossa di metallo, lungo una strada sabbiosa e vivace, tra piccoli negozi e case modeste. È qui che, dal 2022, prende vita ogni giorno il progetto dell’Association des Mamans École 3B, un gruppo di madri decise a cambiare la propria vita – e quella di molte altre – cucendo. Ma non si tratta di vestiti: qui si producono assorbenti igienici lavabili, alternativa economica ed ecologica ai prodotti usa e getta, spesso fuori portata per molte ragazze e donne senegalesi. Il progetto, battezzato Serviette Anna, nasce da un’urgenza concreta: contrastare la povertà mestruale, una piaga silenziosa in molte zone dell’Africa occidentale, dove la mancanza di prodotti igienici adeguati causa problemi di salute, favorendo le infezioni, e costringe migliaia di studentesse ad assentarsi periodicamente da scuola. Un’assenza che, reiterata nel tempo, compromette la continuità dell’istruzione e contribuisce all’alto tasso di abbandono scolastico femminile.

Le donne dell’École 3B hanno imparato tutto da zero: taglio, cucito, rifinitura. Oggi l’atelier è un laboratorio artigianale autogestito, con gruppi dedicati alla produzione, alla vendita e alla contabilità. Il sostegno arriva dall’ong italiana Energia per i Diritti Umani, che ha fornito formazione e supporto tecnico. Ma la forza del progetto è interna: Bineta Sall, presidente del collettivo, guida il gruppo con energia e dedizione. Accanto a lei, altre otto donne si dividono il lavoro, si ascoltano, si sostengono. «L’atelier è come una terapia per noi», raccontano. L’impatto economico è immediato: con uno stipendio regolare, molte hanno iniziato a contribuire al bilancio familiare e a recuperare autonomia. Ma l’effetto più profondo è sociale. Durante gli incontri comunitari, le donne promuovono i loro prodotti e parlano apertamente di salute mestruale, sfidando tabù ancora radicati. Spesso sono affiancate da una ostetrica, che offre informazioni e confronto. Per molte giovani, è la prima occasione di ascolto e consapevolezza.

A differenza di progetti simili, l’Association des Mamans usa solo materiali locali, acquistati nei mercati di Dakar. Una scelta che rafforza l’economia del quartiere, garantisce indipendenza e crea valore. È un modello virtuoso di economia comunitaria. Nel 2024 l’atelier ha ampliato il suo raggio d’azione, stringendo collaborazioni con scuole e reti femminili, che distribuiscono gli assorbenti alle studentesse. Le donne hanno partecipato a eventi pubblici come il festival Kimpavita Dakar e il mercato del Dakar Women’s Group, allargando il proprio network e ponendo le basi per crescere. I numeri parlano chiaro: oltre 1.000 assorbenti distribuiti, quasi 29.000 giornate scolastiche salvate, più di 36.000 assorbenti usa e getta evitati. Ma il cambiamento più profondo è quello che si legge negli occhi delle protagoniste. «La prima volta che abbiamo ricevuto il salario, è stato come una festa», racconta una di loro. «Sono tornata a casa con la busta paga e ho cucinato carne per tutta la famiglia. Era il mio modo per dire: oggi ho contribuito io».

E domani? L’obiettivo è espandersi nelle aree rurali, dove i bisogni sono maggiori e le opportunità minori. Il sogno è che ogni villaggio abbia il suo atelier, con donne che producano, vendano e sensibilizzino. Perché l’Association des Mamans École 3B dimostra che investire sulle donne fa bene a tutti: migliora la salute, combatte la povertà, rafforza la comunità. E tutto può iniziare da un semplice pezzo di stoffa, cucito con cura, dietro una porta rossa, ai margini di Dakar.


