I cyberattivisti che sostengono l’Alleanza degli Stati del Sahel (Aes) hanno manifestato il loro aperto supporto al regime iraniano nella guerra in corso, giustificando questa posizione in nome della difesa della sovranità nazionale. Secondo quanto riportato da Radio France Internationale, queste reti digitali, attive principalmente in Mali, Burkina Faso e Niger, vedono nella Repubblica islamica un modello di resistenza contro le influenze occidentali.
L’appoggio si inserisce in una strategia comunicativa che i Paesi dell’Aes stanno approntando per consolidare l’asse con i partner extra-continentali che sfidano l’ordine internazionale tradizionale. Gli attivisti utilizzano le piattaforme social per diffondere contenuti che celebrano l’autonomia politica di Teheran, tracciando parallelismi tra la lotta dei militari al potere nel Sahel e la persistenza del sistema iraniano nonostante le sanzioni internazionali.
Il fenomeno è monitorato con attenzione dagli osservatori internazionali, che sottolineano come questa convergenza digitale non sia soltanto spontanea, ma spesso alimentata da narrazioni coordinate che puntano a legittimare i governi di transizione nella regione. La retorica del sovranismo funge da collante ideologico, permettendo di superare le differenze religiose e culturali in favore di una comune opposizione a quella che viene definita ingerenza esterna.
Le autorità dei tre Paesi africani hanno intensificato i contatti diplomatici con Teheran negli ultimi mesi. Recentemente, il ministro degli Esteri del Mali, Abdoulaye Diop, ha sottolineato l’importanza di rafforzare la cooperazione sud-sud per garantire lo sviluppo indipendente degli Stati. Il ministro degli Esteri del Burkina Faso, Karamoko Jean Marie Traoré, ha anche avuto colloqui con i rappresentanti iraniani per esplorare nuove partnership economiche e tecnologiche.
Questa dinamica riflette un cambiamento profondo nelle alleanze regionali, dove il sostegno digitale diventa uno strumento di pressione politica e di costruzione del consenso. Nonostante le critiche di parte della società civile internazionale riguardo al rispetto dei diritti umani in Iran, i sostenitori dell’Aes continuano a promuovere l’immagine di uno Stato che è riuscito a preservare la propria integrità nazionale contro ogni pressione. La diffusione di messaggi di questo tipo contribuisce a creare un immaginario collettivo in cui la sovranità assoluta è posta al di sopra di ogni altro valore politico, influenzando l’opinione pubblica in un’area segnata da profonde trasformazioni istituzionali.


