La leader del Partito desturiano libero (Pdl), Abir Moussi, è stata condannata a 12 anni di carcere in base a una legge che punisce qualsiasi “attacco volto a modificare la forma di governo”. Lo ha reso noto il suo avvocato, Naoufel Bouden, annunciando che presenterà ricorso.
Avvocatessa, figura di spicco dell’opposizione tunisina, fortemente critica sia verso il presidente Kas Saied che del partito di opposizione Ennahdha, Moussi è in carcere dal 3 ottobre 2023 quando venne arrestata fuori dal palazzo presidenziale dove, secondo il suo partito, si era recata per presentare ricorso contro i decreti emessi dal presidente. La Corte penale del Tribunale di primo grado l’ha dichiarata colpevole ai sensi dell’articolo 72 che prevede fino alla pena di morte per chiunque sia ritenuto colpevole di “un attacco volto a cambiare la forma di governo”. In Tunisia è in vigore una moratoria sulle esecuzioni.
Come ricorda Jeune Afrique, si tratta del terzo processo contro Moussi, condannata una prima volta nell’agosto 2024 a due anni di carcere, poi ridotti a 16 mesi in appello, per una denuncia presentata dall’autorità elettorale sulla base di un decreto presidenziale sulle “false informazioni”. Lo scorso giugno, dopo aver scontato questa prima pena, è stata nuovamente condannata a due anni di carcere in base allo stesso decreto legge. Il processo di appello è ora in corso.
In un comunicato, il suo partito ha denunciato “l’ingiustizia subita dalla presidente Abir Moussi, detenuta arbitrariamente dal 3 ottobre 2023″, esprimendo la propria “indignazione per le gravi violazioni della sua libertà e dei suoi diritti civili, politici, sociali ed economici”.


