Le autorità egiziane hanno sequestrato 526 reperti archeologici di epoca faraonica nel governatorato di Minya, a sud de Il Cairo, nell’ambito di un’operazione contro il traffico illecito di antichità. Lo ha reso noto nel fine settimana il ministero dell’Interno. Secondo il comunicato, l’operazione è scattata dopo un’attività investigativa coordinata tra la direzione della sicurezza di Minya e la polizia del turismo e delle antichità. Il sospettato è stato individuato e arrestato.
Durante l’interrogatorio, l’uomo avrebbe ammesso che i reperti provenivano da scavi illegali condotti in un’area montuosa e che erano destinati alla vendita sul mercato clandestino. I funzionari del settore archeologico, citati nella nota, hanno confermato l’autenticità dei manufatti e la loro attribuzione a diverse epoche dell’antico Egitto.
Il ministero ha ricordato che la normativa egiziana prevede pene aggravate per chi è riconosciuto colpevole di scavi clandestini, occultamento o contrabbando di reperti, oltre a possibili multe e alla confisca dei beni sequestrati e dei mezzi utilizzati per l’attività illegale.
(Foto di repertorio)


