Lo Stato del Sud-Ovest della Somalia ha sospeso ogni cooperazione e relazione con il governo di Mogadiscio, segnalando nuove tensioni nel fragile sistema federale. In una conferenza stampa le autorità regionali hanno accusato il governo centrale di armare milizie e di voler destituire il presidente dello Stato, Abdiaziz Hassan Mohamed Laftagareen.
La rottura si inserisce in un contesto di tensioni ricorrenti su modifiche costituzionali, elezioni e ripartizione dei poteri tra Mogadiscio e le amministrazioni regionali. Secondo lo Stato del Sud-Ovest, i rapporti si sarebbero deteriorati dopo l’approvazione da parte del governo federale di emendamenti costituzionali contestati da alcuni leader locali.
Alcune agenzie di viaggio hanno riferito che i voli commerciali tra Mogadiscio e Baidoa, capitale amministrativa dello Stato del Sud-Ovest, sono stati sospesi, mentre continuano i voli umanitari, compresi quelli delle Nazioni Unite.
Baidoa, situata a circa 245 chilometri a nord-ovest della capitale, è considerata una città strategica sul piano politico e militare, poiché ospita truppe federali, forze di sicurezza regionali e operazioni umanitarie internazionali in un’area colpita da siccità, conflitti e sfollamenti.
Le tensioni tra il governo centrale e le regioni non sono nuove. Il Somaliland ha dichiarato l’indipendenza nel 1991 ed è da tempo fuori dal controllo di Mogadiscio, mentre l’amministrazione semi-autonoma del Puntland ha annunciato nel marzo 2024 di non riconoscere più il governo federale fino all’approvazione degli emendamenti costituzionali tramite referendum nazionale. Anche il Jubbaland ha sospeso i rapporti con Mogadiscio nel novembre 2024 in seguito a una disputa sulle elezioni regionali.


