L’autoproclamato predicatore Paul Mackenzie, già in custodia cautelare dal 2023, e altri sette coimputati si sono dichiarati non colpevoli di fronte alle nuove accuse legate alla morte di 52 persone, i cui corpi sono stati rinvenuti l’anno scorso nell’area di Kwa Binzaro, nella contea di Kilifi, in Kenya. Lo riferisce l’emittente locale Capital Fm, che cita una nota della procura generale.
Questo procedimento segue un filone d’indagine parallelo a quello principale sul massacro della foresta di Shakahola. La pubblica accusa ha specificato che i capi d’accusa comprendono due imputazioni per radicalizzazione e due per favoreggiamento di atti terroristici. Secondo i procuratori, gli imputati avrebbero promosso un sistema di credenze estremista, predicando il rifiuto dell’autorità governativa e agevolando azioni che hanno portato al decesso delle vittime. Il tribunale ha aggiornato il processo alla prossima udienza, fissata per il 4 marzo.
Mackenzie, leader della Good News International Church, è già incriminato di omicidio per la morte di oltre 400 seguaci della sua setta. I loro resti sono stati trovati a Shakahola nel 2024. Secondo gli inquirenti, il predicatore avrebbe ordinato agli adepti di digiunare fino alla morte per incontrare Gesù prima della fine del mondo, accuse che l’imputato ha sempre respinto.


