Le autorità tanzaniane hanno annunciato la cancellazione delle celebrazioni del Giorno dell’Indipendenza, il 9 dicembre, accusando l’opposizione di complottare per boicottare o addirittura interrompere l’evento istituzionale.
Lo riportano i media locali, che citano il primo ministro tanzaniano Mwigulu Nchemba, il quale ha detto che i fondi inizialmente destinati alle celebrazioni saranno riassegnati alla ristrutturazione di edifici e infrastrutture pubbliche danneggiati durante le violenze post-elettorali che hanno scosso il Paese. L’opposizione, in particolare il partito Chadema il cui leader, Tundu Lissu, è a processo, è sostenuta da numerose organizzazioni della società civile e invita la popolazione a manifestare il 9 dicembre, giorno dell’Indipendenza, per denunciare la morte dei manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza dopo le elezioni. Morti il cui numero, a distanza di molti giorni, è ancora incerto: le cifre oscillano tra 1.000 e 10.000 morti, uno scarto che più che restituire un dato è la dimostrazione del caos nel Paese e della volontà delle autorità di insabbiare tutto. Le organizzazioni per i diritti umani denunciano che migliaia di persone hanno perso la vita durante questi eventi, una repressione che condannano fermamente e il governo ha recentemente annunciato la creazione di una commissione d’inchiesta per indagare sui disordini.
La presidente Samia Suluhu Hassan, insediatasi all’inizio di questo mese dopo aver ottenuto il 98% dei voti, sta affrontando le critiche dei suoi oppositori, che definiscono le elezioni una farsa. Anche gli osservatori internazionali, compresa l’Unione africana, hanno definito il processo elettorale “tutt’altro che perfetto”, osservando che i principali rivali della presidente, tra cui proprio Tundu Lissu, sono stati esclusi dalla corsa presidenziale.


