Oltre 600 persone hanno perso la vita in 40 giorni a causa di frane provocate dall’estrazione illecita di coltan a Rubaya, la miniera controllata dai ribelli dell’M23 nel Nord Kivu, in Repubblica Democratica del Congo. Questi numeri sono stati diffusi dal ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo, Patrick Muyaya Katembwe, tramite il proprio account su X.
«Le continue tragedie a Rubaya rivelano il vero volto di questa guerra predatoria in tutto il suo orrore. Quello a cui abbiamo assistito è estremamente grave. In 40 giorni, più di 600 nostri compatrioti sono morti a causa delle frane provocate dall’estrazione mineraria incontrollata organizzata dal padre, il Ruanda, e dal figlio, l’M23» ha scritto il ministro. «Il colmo del cinismo è che non abbiano interrotto l’attività mineraria nonostante i rischi durante la stagione delle piogge».
Muyaya ha spiegato di collaborare con il ministero della Giustizia e il ministero delle Miniere «per rintracciare tutti gli acquirenti di questo coltan insanguinato, al fine di smascherarli e avviare procedimenti legali». Quella di Rubya è una zona rossa «dove non è consentita alcuna forma di estrazione mineraria» ha detto, riferendosi al conflitto in corso.
Muyaya denuncia un intento predatorio che guida ogni azione dei ribelli, comprese quelle che mettono pericolosamente a repentaglio delle vite umane.


