Anche in Madagascar è esplosa la rabbia della piazza. A fine settembre, nella capitale Antananarivo, la cosiddetta Generazione Z è scesa in strada contro le continue interruzioni di acqua ed elettricità. Nato sui social e ispirato da proteste analoghe in Kenya, il movimento ha mobilitato migliaia di studenti e giovani lavoratori, chiedendo servizi essenziali affidabili, accesso all’acqua potabile e maggiore trasparenza. Le manifestazioni, inizialmente pacifiche, sono presto degenerate in scontri con la polizia: gas lacrimogeni, proiettili di gomma, barricate e incendi hanno scosso la capitale, mentre venivano presi di mira edifici pubblici e case di esponenti vicini al potere. Le autorità hanno imposto un coprifuoco notturno; il bilancio è di almeno 22 morti e centinaia di arresti. Il presidente Andry Rajoelina, rieletto nel 2023, ha riconosciuto le carenze e sciolto il governo in carica, scaricando le responsabilità della crisi sui suoi ministri. – Foto di Rijasolo / Afp
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