di Andrea Spinelli Barrile
Il Madagascar è in transizione da alcuni mesi, dopo la caduta precipitosa di Andry Rajoelina, rovesciato da un colpo di Stato militare guidato dal colonnello Michael Randrianirina. Il nuovo leader cerca rapporti equilibrati con potenze occidentali e non, tra cui Francia, USA, Cina ed Emirati, mentre rafforza i legami militari con la Russia.
La Federazione russa ha fornito equipaggiamento militare al Madagascar e ha inviato una delegazione di istruttori per addestrare le forze armate malgasce al suo utilizzo. Lo si apprende da una dichiarazione della presidenza malgascia diffusa questa mattina.
Il Paese è in transizione da alcuni mesi, dopo la caduta precipitosa di Andry Rajoelina, rovesciato da un colpo di Stato militare guidato dal colonnello Michael Randrianirina, oggi a capo dello Stato malgascio, che ha approfittato delle vaste proteste popolari guidate dai giovani della Generazione Z, cavalcandole e sfruttando l’occasione per rovesciare Rajoelina.
L’addestramento degli istruttori russi è iniziato ieri: secondo la presidenza malgascia, riguarda diverse categorie di equipaggiamento e sarà rivolto al personale militare di diverse unità di stanza ad Antananarivo. La presidenza ricorda che il Madagascar è aperto alla cooperazione con tutti i Paesi e sottolinea che la maggior parte del suo equipaggiamento militare proviene “storicamente” dalla Russia.
Alla fine di dicembre, il 20 e il 21, una delegazione russa era stata in missione ad Antananarivo e secondo l’influencer politica malgascia Syntia Randriambololona con loro erano sbarcati sull’isola “40 soldati russi, con destinazione segnalata: il palazzo presidenziale di Iavoloha” ed erano state consegnate “43 casse e pacchi contenenti armi da guerra”. Dopo l’incontro, cui ha partecipato anche Andrei Averyanov, numero due del Gru, i servizi segreti militari russi, e capo dell’Africa Corps (l’organizzazione che ha acquisito la rete mercenaria Wagner) la presidenza malgascia non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali ma ha parlato pubblicamente il presidente dell’Assemblea nazionale, Siteny Randrianasoloniaiko, pubblicando le foto dell’Ilyushin fermo sulla pista dell’aeroporto della capitale malgascia e di alcune scatole contenenti fucili d’assalto Ak-47 e un drone. Secondo il politico, i funzionari russi durante la visita hanno “espresso la loro disponibilità a sostenere e assistere il Madagascar, in particolare nell’ambito dell’addestramento e del rafforzamento delle capacità dell’esercito malgascio”.

Il nuovo leader malgascio sembra voglia, per il momento, mantenere buoni rapporti con tutti. Tuttavia, la Russia sembra il partner più veloce a rispondere: il primo diplomatico ricevuto dal presidente golpista Randrianirina è stato l’ambasciatore russo Andrey Andreev, il 21 ottobre, ma due giorni dopo ha incontrato anche l’ambasciatore francese, Arnaud Guillois. Allo stesso modo, il 20 novembre Randrianirina ha rilasciato la sua prima intervista da presidente a Russia Today e, solo due settimane dopo, il 5 dicembre, è stato il turno di France 24. Il 29 novembre, Emmanuel Macron è stato il primo capo di Stato di una potenza occidentale a parlare al telefono con il leader golpista. E poi ci sono gli Stati uniti, con la visita novembrina del Generale Matthew Trollinger, capo di stato maggiore del Comando Africa degli Stati uniti (Africom) e la delegazione mandata dalla Casa bianca in Madagascar dal 4 al 6 gennaio, di cui tuttavia non è mai stato rivelato né lo scopo né i nomi dei membri della delegazione.
Ma sullo sfondo ci sono anche le grandi ombre di Emirati Arabi Uniti e Cina. A Dubai, i primi di dicembre, nel suo primo viaggio all’estero il presidente Randrianirina avrebbe incontrato Erik Prince, fondatore dell’azienda di mercenari americana Blackwater e ora a capo di Vectur global, mentre pochi giorni dopo due suoi ministri, Carl Andriamparany (Miniere) e Ny Ando Jurice Ralitera (Energia), sono andati a Giacarta, in Indonesia, per incontrare i dirigenti del colosso minerario cinese Tsingshan.


