Sono attesi il prossimo 5 gennaio i primi risultati delle elezioni presidenziali che si sono tenute ieri nella Repubblica Centrafricana dove il capo di Stato uscente, Faustin-Archange Touadera, è candidato per un terzo mandato. Erano quasi 2,4 milioni gli elettori chiamati alle urne per rinnovare non solo la massima carica dello Stato, ma anche il parlamento, i consigli comunali e i rappresentanti regionali.
Eletto per la prima volta nel 2016 e rieletto nel 2020 con il 53,16% dei voti al primo turno, Touadera, 68 anni, è dato come favorito rispetto agli altri sei candidati alla presidenza, tra cui spiccano gli esponenti dell’opposizione Anicet-Georges Dologuele e Henri-Marie Dondra, entrambi ex primi ministri. I due candidati hanno denunciato difficoltà a tenere la loro campagna elettorale nelle province, mentre una coalizione di opposizione, il Blocco repubblicano per la difesa della costituzione (Brdc), ha boicottato il voto.
Touadera ha incentrato la sua campagna elettorale sul rafforzamento delle condizioni di sicurezza, dopo la recente firma di accordi con gruppi armati, e lo sviluppo infrastrutturale nel Paese, respingendo le accuse di repressione e corruzione mosse dall’opposizione, anche alla luce del referendum tenuto nel 2023 che ha abolito i limiti costituzionali del mandato presidenziale, consentendogli di correre per un terzo mandato. Nel corso della campagna elettorale ha sostenuto che “la lotta per la pace e la sicurezza non è finita” e che occorre “continuare a rafforzare il nostro esercito per garantire la sicurezza su tutto il territorio nazionale e preservare l’unità del nostro Paese”.
Dologuele, 68 anni, si era candidato alla presidenza anche nel 2020; nel corso della campagna elettorale, ha promesso istituzioni democratiche più forti e migliori alleanze internazionali. Il 59enne Dondra è un banchiere che ha ricoperto la carica di primo ministro sotto Touadera tra il 2021 e il 2022, prima di essere licenziato, secondo l’emittente Rfi, per la sua preferenza verso la Francia in un momento in cui il governo stava già guardando alla Russia come proprio partner. La candidatura di Dondra è stata approvata solo a metà novembre, dopo che Touadera lo aveva accusato di essere cittadino congolese, e due dei suoi fratelli sarebbero stati arrestati e detenuti senza accusa prima del voto, secondo quanto denunciato dall’ex premier a Human Rights Watch a fine novembre.
Qualora nessuno dei candidati ottenesse la maggioranza assoluta, il Paese tornerà alle urne per il ballottaggio.


