Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello alla Costa d’Avorio affinché siano ripristinati i diritti politici dell’ex presidente Laurent Gbagbo. L’invito, proveniente dall’Ufficio delle Nazioni Unite per l’Alto commissario per i diritti umani (Ohchr), solleva nuovamente la questione del futuro politico di Gbagbo e della riconciliazione nazionale nel Paese.
L’Onu ha esortato il governo ivoriano a prendere “tutte le misure necessarie” per permettere a Gbagbo di partecipare pienamente alla vita politica del Paese, in linea con gli standard internazionali sui diritti umani. La richiesta fa seguito alla revoca del suo passaporto e alla sua condanna in absentia a 20 anni di reclusione per il “saccheggio” della Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale (Bceao) durante la crisi post-elettorale del 2010-2011. Nel 2021, Gbagbo è stato definitivamente assolto dalla Corte penale internazionale dalle accuse di crimini contro l’umanità legate alla stessa crisi. Nonostante ciò, il mandato di arresto nazionale emesso dalla giustizia ivoriana rimane in vigore, impedendogli di fatto di candidarsi alle elezioni o di svolgere qualsiasi ruolo politico.
L’appello delle Nazioni Unite sottolinea l’importanza di superare le divisioni del passato per garantire una stabilità duratura e una riconciliazione genuina. La situazione di Gbagbo è vista da molti come un ostacolo al processo di pacificazione, con il suo partito, il Partito dei popoli africani – Costa d’Avorio (Ppa-Ci), che chiede a gran voce il ripristino dei suoi diritti. La vicenda continua a essere un punto critico nel dibattito politico ivoriano, e la risposta del governo di Abidjan sarà attentamente monitorata dalla comunità internazionale.


