In Malawi è scoppiato un contenzioso politico e giudiziario attorno a quattro cani da guardia del palazzo presidenziale, al centro di uno scontro tra l’ex presidente Lazarus Chakwera e il suo successore Peter Mutharika sulla loro titolarità: per Chakwera si tratta di parte integrante della propria scorta personale, mentre per l’attuale capo dello Stato sono di fatto “risorse pubbliche” assegnate alla funzione presidenziale.
Secondo la ricostruzione, dopo aver perso le elezioni dello scorso anno, Chakwera avrebbe disposto che i quattro cani in servizio al palazzo presidenziale di Lilongwe venissero caricati su un mezzo della polizia e trasferiti presso la sua residenza privata, a circa 6 miglia dalla sede istituzionale. I cani presenti nel secondo palazzo presidenziale, a Blantyre, sarebbero invece rimasti al loro posto.
A circa un mese dall’insediamento, Mutharika avrebbe inviato 80 agenti alla casa dell’ex presidente per recuperarli. Chakwera, 70 anni, si sarebbe però rifiutato di aprire, avviando uno stallo con implicazioni politiche e legali. Esponenti vicini all’ex capo dello Stato si sarebbero recati sul posto per ostacolare il prelievo, mentre i legali avrebbero avviato ricorsi in tribunale.
Il caso ha avuto anche ripercussioni sulla sicurezza istituzionale, nota il Wall Street Journal (Wsj) ricostruendo la vicenda: Mutharika, 85 anni, avvocato con studi negli Stati Uniti, avrebbe ritardato l’ingresso nel palazzo presidenziale sostenendo che la propria squadra di sicurezza non fosse ancora pienamente operativa. Si sarebbe trasferito nella residenza presidenziale solo il 20 dicembre, oltre due mesi dopo il giuramento.
La disputa, in un Paese agricolo segnato da polarizzazione politica, ha aggravato le tensioni tra i due principali schieramenti. I sostenitori di Chakwera affermano che i cani proteggono l’ex presidente da minacce fisiche e anche da presunti rischi legati alla stregoneria, elemento che, secondo varie testimonianze, viene percepito da una parte della popolazione come reale. L’avvocato di Chakwera, George Jivason Kadzipatike, sostiene che l’ex capo dello Stato abbia diritto a misure di sicurezza garantite dallo Stato.
Dalla parte opposta, ambienti vicini a Mutharika accusano Chakwera di aver indebolito deliberatamente la sicurezza del nuovo presidente. I quattro animali – valutati circa 2.300 dollari – sarebbero stati trasferiti fuori dal palazzo di Lilongwe tra il 19 settembre e il 4 ottobre, secondo documenti di polizia citati nella ricostruzione.
Sul piano giudiziario, a novembre un tribunale di Lilongwe avrebbe temporaneamente impedito ulteriori tentativi di sequestro, per una questione tecnica legata alla descrizione dei cani: il provvedimento iniziale parlava di quattro pastori tedeschi, ma gli animali contestati sarebbero in realtà un Dutch Shepherd e tre Belgian Malinois. La polizia avrebbe poi ottenuto un nuovo ordine con l’indicazione corretta delle razze, ma il mandato sarebbe stato successivamente revocato per consentire un’udienza completa. Una decisione finale non risulta ancora adottata.

Il caso coinvolge anche un ex funzionario, precisa il Wsj: Godfrey Jalale, 64 anni, ex militare e già vice capo di gabinetto di Chakwera, arrestato a novembre con l’accusa di aver sottratto i cani. Gli atti d’accusa sostengono che Jalale avrebbe ammesso l’uso di un veicolo governativo per il trasporto degli animali, ma l’imputato si è dichiarato non colpevole.
Secondo residenti citati nella ricostruzione del Wall Street Journal, negli ultimi giorni agenti avrebbero presidiato l’area della casa di Chakwera nel tentativo di ottenere un avvistamento utile a far scattare nuove perquisizioni, ma senza esito.


