18/08/14 – Liberia – Ebola: cresce allarme dopo assalto a centro sanitario

di AFRICA

 

“La gente è nel panico e quello che è accaduto a West Point lo conferma”: suor Anna Rita Brustia, missionaria della Consolata in Liberia, parla con la MISNA dell’assalto del fine-settimana a un centro per l’isolamento di malati di ebola in un sobborgo di Monrovia.

Una vicenda in apparenza inspiegabile, avvenuta in una baraccopoli dove vivono almeno 50.000 persone. “È una delle aree più sovrappopolate della Liberia e il fatto che dei malati siano scomparsi mischiandosi alla popolazione è fonte di grande allarme” dice suor Anna Rita, che a West Point ha lavorato.

Secondo le ricostruzioni disponibili, un gruppo di giovani ha assaltato il centro sabato mattina. All’origine dell’episodio ci sarebbe una protesta contro il trasferimento dei malati da altre zone di Monrovia o l’idea che l’epidemia sia una montatura del governo o comunque una truffa ai danni della popolazione. Secondo George Williams, presidente dell’Associazione liberiana dei lavoratori della sanità, 17 dei pazienti sono irreperibili mentre altri tre sono tornati dai propri parenti.

A West Point il rischio di contagi è alto. Ebola si trasmette attraverso il contatto diretto, tramite fluidi corporei come sudore, lacrime o sangue. E per contenere l’epidemia è fondamentale rispettare le norme igieniche di base e adottare misure di prevenzione. Come quelle che le missionarie della Consolata applicano nel lebbrosario di Ganta, nella contea settentrionale di Nimba. “Facciamo un’attenzione particolare – dice suor Anna Rita – quando nel nostro centro portano nuovi ammalati: bisogna che sia subito effettuata una diagnosi, anche perché non disponiamo delle tute e le protezioni necessarie per i casi di ebola”.

A fronte di difficoltà e timori, ad alimentare la speranza sono i riscontri dell’impiego di un farmaco sperimentale arrivato dal Nord America. Zmapp, questo il nome del siero, è stato somministrato anche a un cardiologo che suor Anna Rita conosce sin dai tempi della guerra civile (1989-2003): “La moglie mi ha detto che sta migliorando e che questa mattina, per la prima volta, ha anche potuto far colazione da solo”. – Misna

 

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