Nelle ultime settimane il Mozambico, il Sudafrica e lo Zimbabwe sono stati colpiti da inondazioni devastanti causate da piogge torrenziali a causa delle quali migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Salgono i numeri delle vittime e i danni alle infrastrutture fondamentali.
In Mozambico diversi insediamenti sono stati sommersi da acque in piena e alcuni residenti risultano bloccati sui tetti in attesa di soccorsi. Lo hanno riferito operatori umanitari e testimoni. Secondo la Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna rossa (Ifrc), che sta partecipando alle operazioni di assistenza, l’emergenza ha colpito direttamente oltre 620.000 persone. Le case allagate sono più di 72.000 e si registrano danni diffusi a strade, ponti e strutture sanitarie.
“La pioggia dovrebbe continuare nei prossimi giorni e le dighe sono già a piena capacità, quindi la situazione potrebbe peggiorare, esponendo ulteriori persone a rischio”, ha dichiarato a Reuters la responsabile programmi e operazioni dell’Ifrc, Rachel Fowler, parlando dalla capitale Maputo.
I volontari della Croce Rossa stanno utilizzando piccole imbarcazioni da pesca per raggiungere i sopravvissuti, ma l’accesso alle aree colpite sta diventando sempre più difficile, ha aggiunto Fowler. Il Sudafrica ha inoltre schierato un elicottero dell’aeronautica per supportare i soccorsi.
Una testimonianza raccolta da Reuters da una lavoratrice ospedaliera riferisce che lei e la sua famiglia hanno lasciato la propria abitazione a Chokwe, nella provincia meridionale di Gaza, dopo gli avvisi di alluvione lanciati dalle autorità la scorsa settimana. “La nostra casa ora è completamente sommersa… Abbiamo lasciato vicini che ci stanno dicendo che si riparano sui tetti mentre l’acqua continua a salire”, ha raccontato la donna, 25 anni, dal centro di ricollocamento. Non ci sono al momento stime ufficiali su eventuali vittime o feriti legati all’ondata di piena.
Il presidente Daniel Chapo ha annullato la partecipazione al World Economic Forum di Davos e domenica sera ha scritto sui social media che “la priorità assoluta in questo momento è salvare vite”. Il Mozambico è colpito con frequenza crescente da disastri legati al meteo che, secondo gli scienziati, sono aggravati dal cambiamento climatico.
L’agenzia di stampa portoghese Lusa ha citato il direttore nazionale per la gestione delle risorse idriche, Agostinho Vilanculos, secondo cui i livelli dell’acqua registrati la scorsa settimana sarebbero paragonabili a quelli dell’alluvione del 2000, che causò circa 700 morti. Intanto, il porto di Maputo – snodo per le esportazioni di materie prime – opera a ritmo ridotto, ma non risulta fermo, secondo quanto dichiarato a Reuters da un portavoce. La società petrolchimica Sasol e l’operatore logistico Grindrod, tra le principali imprese straniere attive nell’area portuale, hanno riferito che le loro attività non sono al momento colpite.
Piogge intense stanno interessando anche alcune regioni del Sudafrica. Nel nord-est il parco Kruger ha riaperto dopo una chiusura durata alcuni giorni. Le province più colpite restano Limpopo e Mpumalanga, dove si concentra la maggior parte delle vittime e della distruzione. Secondo stime delle autorità locali, i danni nella sola Limpopo ammonterebbero a circa 241 milioni di dollari, con abitazioni, ponti e edifici pubblici travolti dalle acque. Le squadre di soccorso continuano a operare in condizioni difficili, anche a causa dell’ingrossamento dei fiumi che ostacola l’accesso alle aree isolate. Il bilancio nella Limpopo era salito a 18 morti lunedì, mentre risultano almeno 5 persone disperse. Il ministero della Cooperative Governance ha riferito che anche altre 3 province hanno segnalato impatti legati alle piogge e ha avvertito che il terreno saturo e l’innalzamento dei livelli dei fiumi continuano a rappresentare un rischio.
Le autorità della capitale dello Zimbabwe, Harare, hanno emesso nei giorni scorsi un’allerta per rischio alluvioni dopo che piogge persistenti hanno causato diversi episodi nelle aree più esposte della città, in particolare nei quartieri a bassa quota.
In una dichiarazione ripresa dai media locali, l’acting town clerk di Harare, Phakamile Mabhena Moyo, ha riferito che il municipio riceve segnalazioni quotidiane di flash flood in vari sobborghi, tra cui Mbare, Highfield, Waterfalls, Warren Park, Budiriro e Glen Norah. Moyo ha invitato i residenti a lasciare il centro (central business district) in anticipo, prima che faccia buio, per ridurre i rischi legati agli allagamenti improvvisi e all’aggravamento della congestione stradale dovuta alle piogge intense. “Per evitare congestioni legate alla pioggia, incoraggiamo gli automobilisti ad adattare gli orari di spostamento e a lasciare presto il centro”, ha dichiarato Moyo.
L’amministrazione cittadina – ha aggiunto – sta collaborando con il Department of Civil Protection (Dcp) per monitorare l’evoluzione della situazione e ha raccomandato a residenti e proprietari nelle zone più vulnerabili di controllare quotidianamente gli avvisi meteo e adottare misure precauzionali.
Secondo il Dcp, le piogge persistenti che stanno interessando il Paese hanno provocato danni alle infrastrutture pubbliche, tra cui scuole, strutture sanitarie, strade, ponti, dighe e sistemi di irrigazione, con un bilancio di 70 morti aggiornato al 9 gennaio. Lo Zimbabwe attraversa normalmente una stagione delle piogge tra ottobre e marzo, caratterizzata da rovesci intensi e temporali.
Secondo alcuni analisti, il peggioramento e la maggiore frequenza di episodi di alluvioni nell’Africa sud-orientale sono collegati agli effetti del cambiamento climatico, che rende più intense le tempeste nell’Oceano Indiano.


