Mentre inizia in Niger l’anno scolastico – rimandato al 15 ottobre a causa delle alluvioni – diversi sindacati del settore dell’istruzione denunciano i persistenti ritardi nel pagamento di stipendi e benefit a insegnanti e altro personale. In un comunicato stampa pubblicato martedì, hanno espresso la loro “sorpresa e profonda indignazione” per una situazione che “purtroppo è diventata ricorrente”. Lo riporta Air Info.
I sindacati del settore – Cse/Pcp, Cse-Niger, Cnsse Niger, Fses-Niger e Fesef-Niger – mettono in guardia dalle conseguenze di questo ritardo: “frustrazione diffusa”, “allarmante deterioramento delle condizioni di vita e di lavoro”, “grave danno alla motivazione degli insegnanti” e “grave compromissione della serenità e del successo dell’inizio dell’anno scolastico”. Si chiedono: “Come possiamo immaginare un ritorno pacifico a scuola quando gli insegnanti non vengono pagati per il loro servizio? Come possiamo portare a termine l’annunciata riforma scolastica se coloro che dovrebbero realizzarla vengono privati dei loro diritti fondamentali?”.
I sindacati “chiedono il pagamento immediato e incondizionato di tutti gli stipendi e invitano il governo ad attuare “misure strutturali” per porre fine a questi ritardi. Ribadiscono che la dignità del personale scolastico è “non negoziabile” e si riservano “il diritto di ricorrere a scioperi più energici” se non si troverà una soluzione in tempi rapidi.
Questa situazione si verifica dopo che il governo aveva posticipato l’inizio dell’anno scolastico, inizialmente previsto per il 1° ottobre, a mercoledì 15 ottobre, colpendo quasi tre milioni di studenti. Secondo un comunicato stampa ufficiale, questo rinvio è dovuto alle inondazioni, che hanno colpito 524 aule e costretto all’occupazione di 238 scuole da parte delle vittime.


