Il presidente nigeriano Bola Tinubu (foto di apertura) ha annunciato il rilascio di tutti i 38 fedeli cristiani rapiti a Eruku, nello stato di Kwara, nel centro del Paese. Queste persone erano state rapite martedì durante un attacco da parte di uomini armati contro una filiale della Chiesa apostolica di Cristo (Cac), nella comunità di Eruku.
Tinubu ha assicurato che sta monitorando attentamente la situazione della sicurezza a livello nazionale, sottolineando che il suo governo “garantirà la sicurezza dei cittadini”. “Grazie all’impegno delle nostre forze di sicurezza negli ultimi giorni, i 38 fedeli rapiti a Eruku, nello Stato di Kwara, sono stati tratti in salvo. Sono inoltre lieto del recupero di 51 degli studenti di cui era stata segnalata la scomparsa dalla scuola cattolica nello Stato del Niger. Sto monitorando la situazione della sicurezza a livello nazionale e ricevo continui aggiornamenti dal fronte” ha scritto Tinubu su X.

Questo secondo caso citato dal presidente nigeriano è particolarmente drammatico, nei numeri: secondo la Christian association of Nigeria (Can), venerdì un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nella scuola cattolica mista St. Mary, nello Stato del Niger, nel Niger occidentale, e hanno rapito 303 scolari ambosessi e 12 insegnanti. Le vittime hanno un’età compresa tra gli 8 e i 18 anni e si tratta di uno dei più grandi rapimenti di massa registrati in Nigeria negli ultimi anni. Ieri, anche Papa Leone XIV ha chiesto l’immediato rilascio di tutti i rapiti.
Restano inoltre ancora nelle mani dei loro carcerieri le ragazze rapite da a una scuola superiore nel vicino stato di Kebbi, in cui sono state rapite 25 ragazze, quasi due settimane fa.
Le autorità hanno posto le forze di sicurezza in stato di massima allerta, poiché questi eventi rievocano il rapimento di circa 270 studentesse a Chibok nel 2014 da parte di Boko Haram: il governo federale ha ordinato la chiusura di 47 college federali in 20 diversi stati del Paese a causa proprio delle crescenti minacce alla sicurezza.


