Il ministro della Sicurezza del Burkina Faso, Mahamoudou Sana, ha parlato alla televisione pubblica del Burkina Faso, rivelando alcuni dettagli del presunto tentativo di colpo di Stato che un gruppo di militari avrebbe provato ad attuare i primi di gennaio. Secondo Sana, il golpe era stato pianificato per il 3 gennaio ed è stato sventato dai servizi segreti burkinabé, che hanno ufficialmente identificato l’ex capo della giunta militare, il colonnello Paul-Henri Sandaogo Damiba, come la mente dietro questo complotto il cui scopo era assassinare il presidente Ibrahim Traoré.
Secondo il ministro della Sicurezza l’operazione doveva scattare il 3 gennaio 2026 alle 23 proprio con l’assassinio di Traoré, che sarebbe dovuto essere eliminato “a bruciapelo o bombardando la sua casa”. Il piano prevedeva poi la disattivazione della base dei droni in uso dalle forze armate e un intervento militare di terra da parte dei golpisti. Il ministro ha confermato che il vertice di questo tentativo di golpe sarebbe l’ex tenente colonnello Paul-Henri Sandago Damiba, ex-presidente golpista del Paese che attualmente vive esiliato in Togo dopo la sua caduta dal potere. Damiba sarebbe stato responsabile di “progettare e pianificare le operazioni, ricercare e raccogliere fondi e reclutare civili e personale militare”. Per quanto riguarda il finanziamento di questa operazione, il ministro Sana ha detto che “una buona parte proviene dalla Costa d’Avorio, la cui ultima operazione ammonta a 70 milioni di franchi Cfa”. Tuttavia, la parte sul presunto finanziamento non è stata molto approfondita.
Il ministro ha elogiato la “professionalità” dei servizi segreti burkinabé e ha annunciato che gli arresti stanno andando avanti: “Tutti coloro che sono coinvolti in questo caso saranno condotti davanti alla procura del Burkina Faso e saranno sottoposti a piena applicazione della legge” ha detto nella sua dichiarazione televisiva, aggiungendo che i video delle confessioni ottenute durante gli interrogatori saranno resi disponibili ai media. Sana ha quindi reso omaggio alle Forze di difesa e di sicurezza e ai Volontari per la difesa della patria (Vdp), assicurando al pubblico che “la situazione è sotto controllo” ed invitando a “mantenere la calma” e a esercitare “maggiore vigilanza” e “attenzione” nelle attività quotidiane. Il ministro ha inoltre messo in guardia contro la “manipolazione di cittadini innocenti”, rivelando che “molti civili sono stati arrestati perché ingenuamente utilizzati per svolgere commissioni o per trasmettere messaggi”.
Non è la prima volta che l’ex presidente, rovesciato dal capitano Traoré nel settembre 2022, viene citato nel tentativo di destabilizzare l’attuale regime militare al potere in Burkina Faso. Il 23 settembre 2024, il ministro della Sicurezza Mahamadou Sana aveva dato la notizia dello smantellamento di una rete destabilizzante del Burkina Faso, che coinvolgeva personaggi come appunto l’ex presidente Paul-Henri Sandaogo Damiba, che ha tenuto il potere da gennaio 2022 a settembre dello stesso anno e che è stato successivamente rovesciato e licenziato per decreto dai ranghi delle forze armate burkinabé con un documento firmato dal nuovo leader del Paese, il capitano Ibrahim Traoré che lo ha accusato di “un reato particolarmente grave consistente in un grave attentato alla dignità militare e alla reputazione dell’esercito, caratterizzato da azioni di intelligence con una potenza straniera e terroristi, al fine di promuovere le loro attività contro il Burkina Faso”.
Il regime di Ibrahim Traoré, da quando è salito al potere con un golpe contro il precedente gruppo di militari guidati da Damiba, ha denunciato diversi tentativi di rovesciamento, almeno quattro per la precisione: il primo pochi mesi dopo l’ascesa al potere, a dicembre 2022, e ancora a settembre 2023, a gennaio 2024 e, infine, quest’ultimo del 3-4 gennaio. Inoltre, la giunta militare attualmente al potere ha spesso descritto presunti golpe o piani di destabilizzazione come “tentativi sventati”, ma le informazioni su ciascun episodio sono sempre state scarse, incomplete o circolate principalmente attraverso comunicati ufficiali del governo, con pochi riscontri investigativi indipendenti sui dettagli.


