Gli Stati uniti stanno pianificando di finanziare uno studio controverso in Guinea-Bissau sugli effetti del vaccino contro l’epatite B sui neonati.
Lo riporta Semafor Africa, secondo cui Washington sta finanziando con 1,6 milioni di dollari un gruppo di ricerca danese sui vaccini, legato al movimento no-vax statunitense, per studiare gli effetti del vaccino contro l’epatite B sui neonati nell’Africa occidentale. Questa decisione segue di poco l’eliminazione delle raccomandazioni di lunga data del Consiglio consultivo del Cdc (il Centro per il controllo delle malattie americano) sulle pratiche di immunizzazione per i vaccini contro l’epatite B nei neonati.
Secondo una dichiarazione del gruppo di ricerca danese Bandim health project, dell’Università di Copenhagen, sarà condotto in Guinea Bissau uno studio clinico randomizzato controllato della durata di cinque anni sul vaccino contro l’epatite B, somministrando ad alcuni neonati il vaccino alla nascita e ad altri lo “standard di cura” del sistema sanitario bissauense, secondo i cui protocolli il vaccino viene somministrato a 6 settimane di età.
Il vaccino alla nascita contro l’epatite B è considerata cruciale e alcuni scienziati hanno sollevato preoccupazioni in merito allo studio pianificato. I ricercatori, in risposta alle polemiche, hanno detto che “metà dei partecipanti riceverà alla nascita una dose aggiuntiva di vaccino contro l’epatite B che altrimenti non avrebbe ricevuto”.


