L’esercito maliano ha annunciato di aver subito, ieri in tarda mattinata, un grave attacco terroristico nella regione di Kayes, regione del Paese che in questo momento è il cuore delle operazioni militari antiterrorismo. Lo si apprende da una nota ufficiale diffusa dalle Forze armate, che aggiungono di avere “immediatamente” avviato operazioni di ricerca nella zona volte a individuare i responsabili. La nota si conclude con un appello alla vigilanza tra la popolazione e una riaffermazione della determinazione delle forze a proteggere il territorio.
L’incidente è avvenuto a mezzogiorno tra Lakamané e Kaniera, sulla strada Kayes-Bamako, mentre un convoglio che trasportava carburante avanzava sotto scorta militare. Diversi video diffusi durante la giornata di ieri mostrano autocisterne in fiamme: l’attacco è stato rivendicato nel pomeriggio dal Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Jnim), affiliato ad Al-Qaeda.
Pochi giorni fa, il 10 settembre, le Forze armate del Mali (Fama) avevano scortato diverse autocisterne provenienti dal Senegal senza subire attacchi e la Direzione della comunicazione e delle relazioni pubbliche delle Forze armate (Dirpa) aveva elogiato la missione “compiuta senza difficoltà” mentre il 9 settembre un attacco aereo a Mousafa, vicino a Dioumara, aveva eliminato diverse decine di combattenti e una missione di ricognizione a Lambatara aveva portato all’arresto di quattro sospettati.
In questo contesto, la scorsa settimana, il portavoce dell’esercito, il colonnello Souleymane Dembélé, aveva avvertito che i gruppi armati stanno utilizzando nuove tattiche, tra cui droni, ordigni esplosivi improvvisati e attacchi contro i civili, prendendo di mira la logistica e il traffico sull’asse Bamako-Kayes, una strada vitale per l’economia maliana.
(foto di repertorio)


