Rasta Revolution, di Roberto Mendo

di Matteo Merletto

L’autore: un ex dj e produttore radiofonico, promotore del reggae, anzi, della «musica “regale”». La copertina: un’icona del VI secolo rappresentante Cristo, conservata nel monastero di Santa Caterina al Sinai, e che sorprende per la somiglianza con Haile Selassie (lo stesso dicasi per il volto della Sindone).

Un anno, 1930: quello dell’incoronazione del Negus, quello della scoperta della suddetta icona. Un giallo: perché non sono stati fatti i funerali né esistono foto dell’imperatore (soffocato per ordine di Menghistu, secondo la versione più accreditata)? Tutto conduce, secondo le ricerche tanto bibliche come storiche dell’autore, alla conclusione: «Cristo Re, Haile Selassie I Jah Rastafari – Re dei Re, Signore dei Signori, Leone conquistatore della tribù di Giuda, Eletto di Dio, Luce del mondo».

A prescindere dall’opinione del lettore sull’argomento, il libro ha l’interesse di offrire un ampio approfondimento della teologia della «fede rasta», illustrando anche le diverse correnti di pensiero che la attraversano.

Albatros, 2017, pp. 293, € 16,50

(Pier Maria Mazzola)

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