27/01/2015 – Algeria – Gas di scisto: paure e opportunità

di Paolo Costantini
Tempo di lettura stimato: 2 minuti

L’Algeria ha recentemente assistito ad un acceso dibattito sulla migrazione di massa verso la città meridionale di Ein Saleh; si teme che i nuovi abitanti si siano trasferiti per sfruttare la risorsa naturale della zona: il gas di scisto. L’opportunità di sfruttare questa risorsa non è stata affrontata adeguatamente nei media; nessuno ha discusso quale sia l’effettiva natura di questa ricchezza e come possa essere utilizzata nel nostro Paese. Petrolio e gas di scisto hanno causato molti problemi nelle zone rurali e nelle aree desertiche dell’Algeria, afflitte da conflitti settari per il territorio, l’onore, l’orgoglio e il contrabbando di armi.

Ma cosa dicono le persone che vivono nel Sahara a proposito del gas di scisto, soprattutto gli abitanti di Ein Saleh? Come noi sappiamo che l’acqua sarà utilizzata per estrarre gas e altre sostanze chimiche, anche loro capiscono che l’acqua non sarà a loro uso e consumo, ma che sarà utilizzata dalle compagnie di gas, in particolare da quelle francesi, cosa che inevitabilmente rimanda ai trascorsi coloniali.
Inoltre, quali problemi potrebbero causare i proventi del petrolio? Potrebbero derivare dalla sola possibilità di sfruttarlo?

Le domande sulle conseguenze delle rendite petrolifere per la nostra società sono parte integrante del nostro modo di pensare a riguardo. Dobbiamo sviluppare un settore che promuova una forte etica del lavoro, senza fare profitti veloci solo perché la risorsa è disponibile. La difficoltà principale quando si tratta di affrontare questo problema è più culturale che economica. È questa mentalità ristretta che ha limitato lo sviluppo dell’Algeria nonostante la sua vastità e bellezza.

Bisogna sottolineare che teoricamente non c’è alcuna differenza tra il gas di scisto e le altre forme di gas naturale, se non la diversa natura della roccia che lo contiene. Di conseguenza, la questione diventa come accedere a questo tipo di gas che a differenza degli altri tipi di gas, per i quali è necessaria una trivellazione verticale, è accessibile tramite perforazione orizzontale. L’estrazione del gas di scisto richiede grandi quantità di acqua e una miscela di sostanze chimiche che può essere seguita solo da specialisti del settore.

La principale sostanza chimica utilizzata nel processo è l’elio, che alla fine non ha alcun impatto ambientale negativo. Questo metodo di estrazione, con aria compressa anziché acqua per rompere la roccia, è stato brevettato dalla Chimera Energy Corp ed è stato utilizzato in altre parti del mondo mettendo a tacere il dibattito sull’impatto ambientali dell’estrazione di petrolio.

Gli sviluppi in questo campo hanno incoraggiato molti a considerare i benefici economici e politici che potrebbero derivare dall’estrazione del gas di scisto. Questo metodo consentirà alle persone che vivono nel deserto algerino di accedere alle falde acquifere subacquee, il che è importante se si considera che presto l’acqua sarà più costosa del gas in queste aree. Se questo progetto sarà fatto correttamente, l’Algeria potrebbe avere il potenziale per esportare gas e sviluppare l’agricoltura del Paese.

La critica che circonda l’estrazione di gas di scisto naturale non deve essere ignorata, ma il Paese non può permettersi di non sfruttare questa risorsa nel mercato globale. Il popolo deve assicurarsi di rimanere coinvolto in questo processo e che lo Stato non abusi della ricchezza pubblica. Inoltre, l’uso dell’elio e della potenza termica per perforare la roccia può risolvere il problema dell’inquinamento e prevenire l’esaurimento delle acque sotterranee. In ogni caso, il dibattito sulle risorse naturali del Paese non dovrebbe mai venire prima dei suoi interessi nazionali in tutti i settori.
Mohammad al-Tayeb Quadariarabpress.eu

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