Somalia, rinviate le elezioni a causa di al Shabaab?

di Enrico Casale
somalia

miliziani al shabaabI successi di Amisom e dell’esercito somalo su al Shabaab sono indubbi. Ormai le grandi città del Paese sono state liberate dai miliziani jihadisti. Eppure il movimento legato ad al Qaeda fa ancora paura. Talmente paura che probabilmente le elezioni programmate per il prossimo anno verranno rinviate proprio perché non esistono le necessarie garanzie affinché la tornata elettorale si svolga in modo pacifico. Lo ha detto Abdulahi Godah Bare, presidente della Commissione parlamentare incaricata di organizzare lo scrutinio, sottolineando i persistenti rischi per la sicurezza costituiti dal gruppo islamista Al Shabaab. «Il Parlamento e il Governo – ha sottolinea Bare – hanno concordato sul fatto che nel 2016 non ci potranno essere elezioni sulla base del principio una persona un voto». Alcuni osservatori hanno ipotizzato uno scrutinio al quale partecipino solo rappresentanti di clan, come quello che tre anni fa aveva portato all’insediamento del Presidente Hassan Sheikh Mohamud.

Da allora, però, nonostante il dispiegamento di oltre 20mila peacekeeper africani (ugandesi, burundesi, ma anche etiopi e keniani), incursioni e attentati di al Shabaab sono continuati. L’ultimo devastante si è registrato domenica contro il Jazeera Hotel, situato nei pressi dell’aeroporto della capitale somala e frequentato anche da diplomatici stranieri. Il bilancio dell’azione, rivendicata immediatamente proprio da al Shabaab, è di dieci morti. Secondo Sheikh Abu Musab, il portavoce del movimento jihadista, l’attentato sarebbe una risposta alle operazioni condotte dall’Unione africana e dal Governo somalo.

Al Shabaab, nonostante negli ultimi anni alcuni dei suoi leader siano stati uccisi (alcuni attraverso il bombardamento dei droni americani che partono dall’Etiopia) e i propri miliziani siano stati cacciati da quasi tutta la regione costiera, ha una grande capacità di azione. I suoi miliziani partono dalle basi che hanno nell’entroterra e conducono continui attentati nei confronti di edifici pubblici e strutture dei contingenti stranieri. Le azioni dei miliziani quindi non solo non sono finite, ma sono di proporzioni tali che possono incidere profondamente sulla vita delle neonate istituzioni somale. Fino a fare (forse) rimandare le elezioni.

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