Morire di spazzatura a Maputo

di Matteo Merletto
Morire di spazzatura a Maputo
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Una strage ricorrente, questa volta è accaduto in Mozambico, nel quartiere di Hulene, periferia di Maputo nella zona dell’aeroporto. Una montagna di rifiuti alta come un palazzo è crollata per le piogge torrenziali e ha sepolto almeno diciassette persone.

La discarica raccoglie tutti i rifiuti della capitale ed è uno sterminato paesaggio di colline e vallate di spazzatura e dà lavoro a centinaia di persone che ogni giorno immersi nei rifiuti raccolgono tutto ciò che può essere riciclato, ferro, carta ma soprattutto plastica. E’ un lavoro che fa guadagnare pochissimo, ma per molti è sempre meglio di niente. Chi ci lavora non si può permettere il costo dei trasporti e così si costruiscono una baracca nella discarica.

Così si formano città nella spazzatura, misere baracche, poco più che ripari per dormire e riprendere a raccogliere rifiuti all’alba. Intorno alla baraccopoli ci sono anche case. Sono quelle di chi rivende la plastica compressa, di chi la trasporta, di chi cucina per quelli che lavorano e di chi porta l’acqua, tutto a pagamento, ovviamente. Insomma una misera economia che periodicamente produce stragi come questa di Maputo.

Accade a Kinshasa, a Lagos, a Luanda. La discarica di Hulene era satura. I rifiuti di due milioni di abitanti di Maputo ne hanno fatto un mostro con montagne di spazzatura alte tre piani di un palazzo. Le autorità di solito vietano la formazione di centri abitati nelle discariche, ma poi tollerano. Anche ad Hulene è andata così. Sotto i rifiuti ci saranno quasi certamente più delle vittime ufficiali. Nessuno sa e nessuno censisce chi lavora in questi luoghi.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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