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Pubblicato il 4 Ago 2017 in In evidenza

Lo strano furto della statua di Buddha a Gaborone

Lo strano furto della statua di Buddha a Gaborone

Sono entrati di soppiatto. Probabilmente erano sette o otto. Se lo sono caricati in spalla e sono fuggiti. Così è sparita la massiccia statua di Buddha nel tempio di Gaborone, la capitale del Botswana. Che i ladri fossero in molti è fuori discussione. Il manufatto è alto un metro e mezzo ed è largo poco più di un metro, ma pesa circa 500 chili. Troppo per una o due persone. La comunità buddhista, composta da persone di molte nazionalità diverse, è rimasta attonita e incredula di fronte al furto dell’immagine a loro molto sacra. I fedeli temono che venga fusa e il materiale venduto al mercato nero. Per questo motivo, i leader hanno chiesto alla polizia di mettere in campo tutte le forze necessarie per recuperarla. Non tengono tanto al valore economico (intorno ai 25 mila dollari), quanto al valore simbolico e storico.

La statua in bronzo è stata infatti donata dalla Thailandia nel 1996. Portata a Gaborone da Bangkok, è stata poi benedetta da una decina di monaci thailandesi. Non è l’unica statua del tempio. Ce n’è un’altra, meno imponente, fatta arrivare negli anni Novanta dallo Sri Lanka.

Secondo la polizia i ladri pensavano che la statua fosse d’oro. In realtà, è sì dorata, ma è fatta di bronzo, materiale certamente meno nobile e meno prezioso. Gli agenti sospettano alcune bande criminali. Si tratterebbe comunque di professionisti in grado di disattivare gli allarmi attivi nel luogo sacro. Non è il primo furto in un luogo di culto. L’anno scorso è stata rubata una statua del tempio della comunità hindu. Ma non è mai stata ritrovata.

La scomparsa della statua avviene alla vigilia della visita del Dalai Lama, massima autorità del buddhismo tibetano, in Botswana. Una visita contestata dalla Cina che è uno dei maggiori partner commerciali di Gaborone, ma teme il carisma di Tenzin Gyatso che è leader spirituale e politico (in esilio) del Tibet. Ma il ministro degli Esteri del Botswana, Pelonomi Venson-Moitoi, ha confermato la visita insistendo sul fatto che il suo Paese è uno Stato sovrano e decide in autonomia chi ospitare. Cosa non comune. Il Sudafrica, per esempio, ha negato il visto al Dalai Lama per ben cinque volte.