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Pubblicato il 25 Feb 2016 in Viaggi

L’annuale assalto al pescosissimo lago Antogo in Mali

L’annuale assalto al pescosissimo lago Antogo in Mali

testo e foto di Alain Buu/Orizon/LightMediation

 

L'annuale assalto al pescosissimo lago Antogo in MaliNel Nord del Mali, ogni primavera, migliaia di uomini di etnia dogon si danno appuntamento sulle rive di un lago sacro… le cui generose acque possono essere saccheggiate un solo giorno all’anno

Il caldo è soffocante, il terreno rovente, le capanne che punteggiano la savana sono un miraggio scintillante. Il lago Antogo, uno specchio d’acqua grande poco più di uno stagno, situato in Mali nella regione Dogon, è pronto per rinnovare il miracolo dei pesci. La conferma è arrivata dai vecchi saggi che hanno ottenuto le risposte inequivocabili dopo aver scrutato il cielo, esaminato le viscere di una capra sacrificata, gettato per terra una manciata di ossa e conchiglie. Gli spiriti degli antenati hanno fornito il loro assenso. Ma la decisione finale è stata presa solo dopo aver perlustrato il lago fangoso. Siamo al culmine della stagione secca e il livello dell’acqua arriva al massimo fino alla cintola di un uomo: l’altezza giusta per dare inizio alla grande pesca.

L'annuale assalto al pescosissimo lago Antogo in Mali

Una scoperta leggendaria

I Dogon sparsi nella regione sono già stati avvisati. A decine si stanno radunando nel vicino villaggio di Bamba. È un appuntamento imperdibile, che si rinnova ogni anno da molti secoli. La leggenda narra che nell’antichità una giovane donna originaria di Bamba, Yabougo Sourgou, scoprì per caso l’esistenza di questo prodigioso stagno mentre camminava nella savana, diretta al villaggio di Yanda dove viveva sua sorella. Giunta a destinazione, raccontò alla sorella la sua scoperta e ben presto il marito di lei – un tipo perfido e bramoso di ricchezza – si precipitò sul posto per impadronirsi di quella laguna miracolosa nelle cui acque fangose sguazzava una moltitudine impressionante di pesci gatto.

Quando il padre di Yabougo venne a conoscenza del fatto andò su tutte le furie: quel genero avido e disonesto doveva essere punito. Tra i villaggi di Bamba e Yanda scoppiò una guerra feroce. La savana e l’acqua dello stagno si tinsero del colore rosso del sangue. Alla fine gli abitanti di Bamba ebbero la meglio conquistando lo stagno.

L'annuale assalto al pescosissimo lago Antogo in Mali

Un impressionante raduno

I vecchi dogon raccontano spesso questa vecchia storia attorno al fuoco dei villaggi. Si tratta di mito o di realtà? Difficile dirlo. Quel che è certo è che ancora oggi gli uomini che abitano nel villaggio di Yanda non possono prendere parte alla grande pesca. E nessuno può avvicinarsi al lago indossando un indumento di colore rosso. Alle donne, inoltre, è proibito immergersi nelle acque. Solo gli uomini originari di Bamba – coloro che abitano nel villaggio e i discendenti delle famiglie che lo fondarono – hanno il permesso di sfruttare la generosità dello stagno. Tutti gli altri restano spettatori della grande pesca.

L'annuale assalto al pescosissimo lago Antogo in Mali

Una speciale commissione di saggi verifica le credenziali di chi intende partecipare alla festa. Ogni anno, nel mese di aprile, migliaia di uomini dogon si radunano sulla piazza di Bamba portando sulle spalle le gabbie tradizionali con cui pescheranno. Si tratta di “nasse” realizzate con bastoni di legno intrecciati tra loro. A mezzodì della giornata prefissata, i pescatori si dirigono in processione allo stagno di Antogo. Il capovillaggio, l’imméréguiré, circondato dai suoi dignitari, conduce il corteo a cavallo. La processione si snoda per circa un chilometro, in un crescendo di eccitazione e trambusto.

L'annuale assalto al pescosissimo lago Antogo in Mali

Venti minuti pazzeschi

Sopraggiunti allo stagno, i pescatori si distribuiscono sulle sponda. Nell’acqua si agitano miriadi di pesci barbigli. Si sono moltiplicati indisturbati durante la stagione delle piogge, nei mesi in cui è assolutamente vietato pescare. Ma ora è giunto il loro momento. Gli uomini si sistemano sulla rocce e attendono accovacciati con l’aria impaziente. Sulla riva cala un silenzio irreale. A un certo punto i capi delle famiglie di Bamba intonano una litania. Sono parole di benedizione che celebrano l’unità del popolo dogon. Al termine di quella preghiera beneaugurante, più di tremila uomini si riversano nello stagno, lanciando urla di battaglia. Le acque torbide gorgogliano di pesci saltellanti. I pescatori afferrano le prede con gesti precisi e veloci. Intrappolano i pesci a decine nei cestelli di legno e li immobilizzano stringendoli tra i denti. La frenesia e la confusione regnano sovrani. In meno di venti minuti i Dogon riempiono le loro nasse svuotando di vita le acque dello stagno.

Il ritorno al villaggio è accompagnato da canti gioiosi. Alla sera le donne cucineranno abbondanti piatti di riso e pesce. Distribuiranno dolci di miglio per gi ospiti. E danzeranno coi loro uomini per tutta la notte, celebrando così la pesca miracolosa.

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