Sfoglia la rivista online
TwitterRssFacebook
Menu

Pubblicato il 11 Mag 2017 in Buongiorno Africa, NEWS

La politica africana di Macron

La politica africana di Macron

Cosa cambierà con l’elezione di Emmanuel Macron nelle relazioni tra Francia e Africa? Parigi, che ci sia al potere Hollande o Sarkozy, Chirac o Mitterand ha mantenuto rispetto al continente una politica sostanzialmente costante, senza sbalzi come se le relazioni con l’Africa, per Parigi, fossero immutabili.

L’Africa è entrata poco nella campagna elettorale, ma il nuovo presidente qualche dichiarazione l’ha fatta. Intanto in più di una occasione ha espresso la volontà di aumentare gli aiuti all’Africa. Più in generale Macron si è impegnato in quella che ha definito una rifondazione delle relazioni francesi ed europee con il continente africano. Obiettivo: creare un nuovo partenariato equilibrato, di fiducia e di crescita.

Parole, certamente, che dovranno trovare riscontro nei fatti. Dall’Africa pochi i commenti e le analisi. Una arriva da Yann Gwet, redattore camerunense di Le Monde Afrique che scrive testualmente: “Il nuovo presidente si renderà presto conto che la grande fortuna della Francia è che l’Africa francofona è sottomessa politicamente, economicamente, militarmente e intellettualmente. Come i suoi predecessori, Macron praticherà una politica africana realista: coccolerà la Grande Addormentata con le parole, per dominarla meglio”. Posizione che relega la politica africana di Macron nel segno della continuità.

Ma intanto il nuovo presidente qalche decisione l’ha già presa: ha confermato un ruolo a Jean-Yves Le Drian, ministro della difesa di Hollande che è stato il fautore delle operazioni militari francesi in mali e nel Sahel. Quasi certamente avrà un ruolo di rilievo anche Ce’dric Lewandowki, capo di gabinetto con Le Drian. Soprattutto sembra che avrà un ruolo di rilievo Jean-Michel Severino, ex direttore dell’Agenzia Francese per lo Sviluppo e in seguito a capo di un fondo di investimenti per piccole e medie imprese africane. Severino è un boss in materia dato che è stato anche vice-presidente della Banca Mondiale e fu a capo della manovra per la svalutazione del Franco CFA nel gennaio del 1994 quando perse in un giorno metà del suo valore.

Proprio in merito al futuro del CFA in campagna elettorale Macron ha rilasciato la dichiarazione più impegnativa: ha detto di pensare che la valuta africana avesse ancora un futuro ma che la scelta spettasse agli africani in primo luogo.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)