La Francia restituirà le opera d’arte saccheggiate in Africa

di Matteo Merletto
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Il presidente francese Macron ha annunciato di voler restituire all’Africa il patrimonio artistico saccheggiato durante il periodo coloniale. E sembra che faccia sul serio. L’annuncio è stato dato a Parigi dopo un colloquio con il presidente del Benin Patrice Talon che è il portabandiera di questa richiesta avanzata da diversi paesi.

Perchè Il Benin? Perchè questo paese è stato uno dei più saccheggiati. Il generale Alfred Amédée Dodds (1842-1922), che era a capo della spedizione, guidò un saccheggio su larga scala di opere del regno di Dahomey, l’attuale Benin appunto. Quel bottino oggi è esposto o custodito (ma non esposto) in diversi musei di Francia o in collezioni private. Tra le opere più preziose i troni dei re Ghézo, Béhanzin e Glélé, e le statue che li rappresentano. Difficile stimare il numero di oggetti in questione, si parla di qualche migliaia.

Nonostante la determinanzione di Macron non sarà comunque facile restituire tutto. Molte opere sono integrate nel patrimonio dello stato e sono quindi soggette ai principi di inalienabilità, imprescrittibilità e inapplicabilità e di conseguenza la loro restituzione è possibile solo se verrà promulgata una legge specifica.

Un altra difficoltà è lo stato dei musei in Africa che non avrebbero le condizioni minime per non far detriorare le opere. Questo argomento è sollevato soprattutto da quanti sono contrari alla restituzione. Entrambe le difficoltà sono evidentemente superabili. Sarà probabilmente una questione di tempo.

Non si può che lodare questa presa di posizione di Macron. Non è facile operare queste restituzioni. Gli stati, intesi come apparati slegati anche dalla politica, sono forze fredde e monolitiche che non fanno amenda del passato. L’Italia per decenni non è riuscita a restituire l’obelisco di pietra sottrato ad Axum dalle forze di Mussolini nel 1936. Le obiezioni erano le più svariate, ma tutte pretestuose: non c’era un aeroporto con le piste abbastanza lunghe, l’obelisco avrebbe potuto spezzarsi, non c’erano strade adatte a spostarlo. Eppure nel lontano 1936 tutte queste difficoltà erano state superate.

Proprio per la restituzione di quell’obelisco ebbi modo di presenziare alla sua restituzione qualche anno fa. Migliaia e migliaia di persone attesero l’aereo nel piccolo aeroèporto di Axum e quando atterrò scattò una incredibile festa generale. Rubare la storia ai popoli fa male come la conquista. La restituzione è un atto dovuto.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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