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Pubblicato il 9 Dic 2017 in Buongiorno Africa, NEWS

Il più grave attacco all’Onu in Congo

Il più grave attacco all’Onu in Congo

La strage di caschi blu in Congo, nella regione dell’Ituri, è molto significativa. Innanzi tutto per il numero di morti – quindici, quasi tutti militari della Tanzania, e almeno cinquanta feriti – che la colloca in una sorta di primato: il più grave attacco all’Onu in Africa della storia recente. Ma è significativa per gli autori che l’hanno firmata, questa famigerata AFD, Alleanza delle Forze Democratiche, una formazione di combattenti di matrice islamica. Non è la prima volta che appaiono sulla scena. Hanno già colpito ripetutamente in Uganda, in Centrafrica, in Equatoria, sud del Sud Sudan. Si proclamano islamici e colpiscono in una regione dove i musulmani sono drasticamente minoritari, se non addirittura assenti.

Chi li finanzia? Chi li sostiene? Chi ha interesse alle loro azioni? Sono domande cruciali, ma soprattutto sono domande che svelano quali interessi sono in gioco in Africa e particolarmente in quella ricchissima regione. E soprattutto svelano come si può utilizzare la religione per perseguire interessi e strategie. In Congo operano diverse formazioni guerrigliere e tutte esprimono interessi di qualche potente nazione locale, o di qualche lobby politica, o di qualche multinazionale, o di qualche potenza internazionale. Accade anche per questa fantomatica Alleanza delle Forze Democratiche che, evidentemente, è sostenuta dalle stesse forze che, in parte, finanziano il terrorismo in Africa.

Non ci sono prove o ricostruzioni attendibili ma quasi certamente le solite fondazioni, o potentati, o imprese, o lobby economiche e finanziarie di alcune Monarchie del Golfo. È già accaduto in Somalia: all’inizio degli anni novanta, prima della guerra civile, i più importanti investitori erano l’Europa e l’Italia, dopo venti anni di conflitti il principale investitore è la Turchia e al secondo posto c’è il Qatar. È accaduto anche in Centrafrica dove oggi c’è un conflitto tra islamici e cristiano in un paese dove i musulmani quasi non esistevano. Insomma c’è una penetrazione finanziaria e militare di forze che utilizzano la religione per trasformare parte del continente in un luogo favorevole agli investimenti di matrice islamica.

Così anche la splendida regione del Grandi Laghi, dove l’Islam è praticamente assente, potrebbe diventare un teatro di scontro religioso. La strage dei caschi blu è un segnale importante e preoccupante.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)