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Pubblicato il 29 Feb 2016 in In evidenza

Gambia, Jammeh si ricandida. Per la quinta volta

YAHYA JAMMEHCome Yoweri Museveni, anche Yahya Jammeh, il Presidente del Gambia, si ricandiderà per la quinta volta alla carica di capo dello Stato. Il suo partito, l’Alliance for Patriotic Reorientation and Construction, lo ha nominato suo candidato ufficiale.

Jammeh, 52 anni, è arrivato al potere nel 1994 grazie a un colpo di Stato ed è stato rieletto per quattro volte consecutive. «Continueremo a servire il popolo di Gambia e a cercare di dargli il tenore di vita tra i più alti al mondo – ha detto ai suoi sostenitori al congresso tenutosi a Kanilai, suo villaggio natale -. Siamo una democrazia e si parla di limitazione dei mandati, per un migliaio di anni siamo stati oggetto di ideologia occidentale che ci ha portato indietro. È ora di dire basta». E poi ha aggiunto che i suoi detrattori non sono riusciti ad abbattere il suo regime, sostenuto, a suo avviso, da Dio.

Il Gambia è un piccolo Paese incuneato nel Senegal. Ma, a differenza del Senegal, è anglofono. Jammeh guida la nazione con pugno di ferro. Il suo regime è accusato da diverse organizzazioni non governative di violazioni dei diritti umani, tra i quali sparizioni forzate, omicidi, esecuzioni extragiudiziali e persecuzione della stampa e dei difensori dei diritti umani. Non è un caso che, negli ultimi mesi, sia aumentata fortemente l’emigrazione dal Paese. Comunità di gabbiani sono sempre più presenti in Europa, Italia inclusa.

Il Presidente in passato si è distinto per le sue uscite eccentriche. Come quando affermò di essere in grado di curare l’Aids con erbe, preghiere e banane. Recentemente ha dichiarando la fine dello Stato laico, quale era stato fino a quel momento il Gambia, e l’istituzione di una Repubblica islamica. In questa mossa, molti osservatori hanno letto una risposta alla crescente freddezza da parte dei Paesi europei nei confronti del Gambia (e quindi a una riduzione degli aiuti allo sviluppo). Diventando uno Stato confessionale, avrebbe preso le distanze dagli ex colonizzatori, ma si sarebbe attirato le simpatie dei Paesi del Golfo. E soprattutto avrebbe favorito l’afflusso dei loro aiuti…