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Pubblicato il 13 Feb 2015 in In evidenza

Ceuta e Melilla, le Lampedusa spagnole

ReteMentre in Italia i riflettori sono puntati su Lampedusa e sull’ennesima strage di immigrati nel Mar Mediterraneo, anche in Spagna e in Marocco i rispettivi Governi sono alle prese con il problema dell’immigrazione africana verso l’Europa. Nel loro caso non si tratta di fermare le migrazioni via mare, ma di arrestare i migranti che premono alle porte di Ceuta e Melilla, le due enclave spagnole in terra marocchina (di fatto due presidi europei in territorio africano).

Nei giorni scorsi, i gendarmi di Rabat, nell’ambito di un inasprimento della politica di repressione del fenomeno dell’immigrazione illegale, hanno arrestato (e deportato in località del Sud del Marocco) 1.200 persone, per impedire loro di entrare a Melilla. Secondo la ricostruzione dell’Associazione marocchina per i diritti umani, gli agenti marocchini avrebbero condotto un blitz, iniziato il 10 febbraio e terminato ieri, sul Monte Gourogou, in un’area dove i migranti erano accampati aspettando il momento più adatto per superare le barriere che separano Ceuta e Melilla dal Marocco.

Quelle intorno alle due enclaves, sono barriere alte tre metri di altezza con posti di vigilanza alternati e camminamenti per il passaggio di veicoli. Oltre a un fitto sistema di telecamere, tra le recinzioni sono seminati sensori elettronici che permettono di individuare ogni tentativo di superare gli sbarramenti. Di fatto le barriere (quella di Ceuta è lunga otto chilometri, quella di Melilla dodici) isolano le due città dalle rispettive regioni circostanti. Queste strutture sono costate trenta milioni di euro, pagati dall’Unione europea nell’ambito della politica di contenimento dell’immigrazione. In realtà servono anche a impedire il contrabbando di sigarette e droga dal Marocco alla Spagna.

Anche se va detto che, come tutti i muri, anche quelli di Ceuta e Melilla contengono, ma non arrestano il flusso dei migranti. Il Governo di Madrid ha infatti ammesso che duemila migranti sono giunti in Spagna da Melilla e da Ceuta dall’inizio dell’anno. Solo ieri 35 subsahariani sono riusciti a superare le barriere dopo ripetuti assalti tentati nella notte ai quali hanno partecipato 400 migranti.
Ma fino a quando le reti riusciranno a contenere una marea che di giorno in giorno cresce?