Burkina Faso (e Francia) ancora sotto attacco

di Matteo Merletto
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È stato un attacco multiplo, coordinato, evidentemente preparato con grande cura quello di oggi in Burkina Faso. Il bilancio è pesante: 34 morti, compresi gli assalitori, e una cinquantina di feriti. Si tratta del bilancio più sanguinoso tra tutti gli attacchi al Burkina Faso.

Non ci sono rivendicazioni ma le modalità, la dinamica, gli obiettivi sono sostanzialmente una firma: quella di Al Qaeda per il Maghreb Islamico che nel Sahel ha già colpito duramente nel passato, nello stesso Burkina Faso, in Mali e in Costa D’Avorio.
Obiettivi principali di quest’ultimo attacco la Francia e il Burkina che ha uno stretto legame con Parigi. Al quartier generale burkinabè, uno dei punti dell’attacco, si concentra infatti il maggior numero di morti. Gli altri si sono verificati all’ambasciata francese.

Nel novembre scorso il presidente Macron in visita a Ouagadougou aveva tracciato le linee del rapporto tra Parigi e l’Africa e aveva deciso di farlo dalla capitale Burkinabè. Aveva parlato anche di terrorismo e aveva specificato che l’obiettivo principale della missione militare Barkhane era quello di evitare che il Sahel diventasse un nuovo Afghanistan in Africa. Probabilmente l’attacco a Ouagadougou è una risposta a quelle parole.

Non si può, poi, non collocare questo attacco in un quadro più ampio, quello degli attacchi già citati in Mali e Costa d’Avorio, ma anche nella linea temporale degli attacchi in Burkina. Quello del l 13 agosto dell’anno scorso quando due assalitori aprirono il fuoco in un ristorante lungo la via principale di Ouagadougou, uccidendo 19 persone e ferendone 21. Anche in quell’occasione l’attacco non fu rivendicato. E poi il 15 gennaio del 2016 quando 30 persone, fra cui sei canadesi e cinque europei, furono uccisi in un attacco jihadista contro l’hotel Splendid e il ristorante Cappuccino.

(Raffaele Masto – Buongiorno Africa)

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