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Pubblicato il 12 Gen 2018 in Arte

Arte: dialoghi nel tempo e nello spazio

Arte: dialoghi nel tempo e nello spazio

Nel 2003 Torino ospitò una grande mostra intitolata ai capolavori dell’arte africana, seguita da immediate e fondate polemiche. Nell’area dedicata al contemporaneo c’erano infatti pezzi di Henry Matisse, Alberto Giacometti e di altri grandi occidentali ma nulla di africano. Come se dopo maschere e feticci il continente non avesse prodotto alcunché di rilevante. L’interesse delle avanguardie europee alla scultura negra ha portato nel tempo a numerose soluzioni espositive di questo tipo, mentre il rapporto fra arte tradizionale e arte contemporanea africana continuava a essere eluso. Probabilmente a causa di un’ambiguità di fondo.

Come rileva Gigi Pezzoli, africanista e presidente del Centro Studi per l’Archeologia Africana, la cosiddetta arte tradizionale africana è per molti versi un’invenzione coloniale. «Comprende manufatti ed elementi rituali che sono stati estrapolati dal contesto e rubricati come oggetti d’arte in osservanza del canone occidentale per via delle loro qualità plastiche, non certo dell’intenzione originaria, spesso sconosciuta o deliberatamente ignorata».

Tra essa e gli artisti contemporanei africani intercorre dunque una non-relazione problematica, che solo in tempi recenti ha cominciato a essere indagata, anche attraverso le mostre. Esemplare, al riguardo, la collettiva Afriques. Artistes d’hier et d’aujourd’hui che Fondation Clément, in collaborazione con Fondation Dapper, inaugura il 21 gennaio.

La curatrice, Christiane Falgayrettes-Leveau, ha selezionato diciassette celebrati artisti africani contemporanei, accostando i loro lavori a pezzi tradizionali e facendo emergere originali punti di contatto etici ed estetici. Tra loro: la fotografa ivoriana Joana Choumali, il grande scultore senegalese Ousmane Sow, la raffinata artista malgascia Malala Andrialavidrazana.

Ahimè, Fondation Clément si trova in Martinica. Politicamente è Francia, la distanza geografica è notevole. L’esposizione, aperta fino al 6 maggio, non è dunque a portata di mano. Il catalogo e le immagini però possono essere reperiti con facilità. E agli interessati alle arti e alle culture africane consigliamo vivamente di farlo.

Sito web: fondation-clement.org

(Stefania Ragusa)

Arte: dialoghi nel tempo e nello spazio

Maschera Mukuy del Gabon – Collezione Dapper

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