30/12/13 – Mali – “Alto tradimento”, verso processo a ex presidente Touré

di AFRICA

 

Un procedimento giudiziario per “alto tradimento” nei confronti dell’ex presidente Amadou Toumani Touré (Att), destituito con un colpo di stato militare nel marzo 2012 dopo essere rimasto al potere per dieci anni. A chiederne l’apertura è stato il governo di Bamako che si è rivolto alla Corte suprema del Mali. Questa, a sua volta, come previsto dalla Costituzione,  farà formale richiesta all’Alta corte di giustizia, l’unica istituzione giudiziaria abilitata a processare un presidente in carica o un ex capo di Stato. L’Alta corte di giustizia è costituita da membri scelti dal parlamento. La Corte suprema avrebbe già chiesto all’Assemblea nazionale di autorizzare l’apertura di un’inchiesta per alto tradimento a carico di ‘Att’.

In base al comunicato diffuso dall’esecutivo e pubblicato sui principali media maliani, Touré – rifugiato in Senegal dallo scorso anno, che dovrebbe estradarlo – in qualità di capo suprema delle forze armate ha “violato il sermone prestato” per “aver facilitato la penetrazione e l’istallazione di forze straniere sul territorio nazionale, tra le altre cose senza opporvi alcuna resistenza”. In piena crisi armata contro i gruppi ribelli tuareg ed islamisti che hanno occupato la regione settentrionale dell’Azawad, l’allora presidente si sarebbe reso responsabile di “distruzione o danneggiamento volontario di mezzi a disposizione della difesa nazionale” oltre ad aver “attuato un’opera di demoralizzazione delle truppe con la nomina di ufficiali e soldati incompetenti e dal patriottismo dubbio a scapito degli elementi più meritevoli, alimentando un senso di frustrazione che ha leso la difesa nazionale”.

I golpisti, sotto la guida del capitano Amadou Haya Sanogo, avevano giustificato la destituzione di Touré con la sua incapacità a lottare contro i gruppi armati che hanno occupato il nord del paese a partire da gennaio 2012, accusandolo di aver costruito un sistema statale “corrotto”. Il colpo di stato ha diviso il Mali in due – tra pro-Touré da una parte e pro-golpisti dall’altra – oltre ad aver accelerato sul terreno la conquista dei tra capoluoghi settentrionali di Gao, Kidal e Timbuctù da parte delle varie ribellioni. Dopo un periodo di transizione, dallo scorso agosto il paese è governato dal presidente Ibrahim Boubacar Keita e due settimane fa è stato eletto il nuovo parlamento. Il mese scorso a finire in manette con l’accusa di omicidi e rapimenti è stato il capitano Sanogo assieme a 15 suoi uomini. Ora, secondo alcuni osservatori, la probabile incriminazione di Touré potrebbe alimentare nuove tensioni in un paese ancora diviso e alle prese con un intervento armato in corso nell’Azawad, dove sono dispiegati caschi blu e soldati francesi. – Misna

 

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