15/05/14 – Malawi -Elezioni generali, ultimi sondaggi prevedono risultato incerto

di AFRICA

 

A una settimana dal voto previsto il 20 maggio in Malawi per eleggere il prossimo presidente e rinnovare i membri del Parlamento e delle amministrazioni locali, il centro di ricerca su questioni politiche in Africa sub-sahariana ‘Afrobarometer’ ha diffuso un sondaggio indicando l’estrema incertezza del risultato.

“Too close to call”, troppo ravvicinate le percentuali tra i partiti in lizza per poter fornire una proiezione affidabile: è questa la conclusione del sondaggio di Afrobarometer, che ha chiesto le intenzioni di voto a un campione composto da circa 2500 cittadini aventi diritto al voto.

Dodici sono i candidati alla massima carica dello Stato e, tra questi, quattro sono quelli che dovrebbero ottenere le percentuali più alte: l’attuale presidente Joyce Banda, il già vice-presidente Peter Mutharika, il leader dell’opposizione Lazarus Chakwera e Atupele Muluzi.

Alla domanda su chi avrebbero votato, il 27% degli intervistati da Afrobarometer ha indicato come proprio candidato Mutharika, espressione del Democratic Progressiv Party (DPP), al governo tra il 2005 e il 2011 sotto la presidenza di Bingu wa Mutharika, fratello di Peter deceduto all’improvviso nell’agosto 2011 e sostituito alla massima carica dello Stato dall’allora vice-presidente Banda.

Lazarus Chakwera, candidato dell’ex partito unico tra il 1963 e il 1993 Malawi Congress Party (MCP), avrebbe il sostegno del 21% degli intervistati.

L’attuale presidente Joyce Banda, fondatrice nel 2011 del People’s Paty dopo essere fuoriuscita dal DPP, raccoglierebbe il 19% delle preferenze, mentre il 14% dei votati ha indicato il 35enne liberal-democratico Atupele Muluzi dello United Democratic Front (UDF) come candidato preferito. Il 15% non ha espresso alcuna preferenza.

Alle legislative, il DPP è indicato come partito preferito dal 23% degli intervistati, seguito dal MCP e dal PP entrambi al 18%. L’UDF potrebbe ottenere l’11% dei voti, mentre il 18% dei votanti non si esprime e un altro otto per cento opterebbe per candidati indipendenti. * Michele Vollaro – Atlasweb

 

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